Page 9 - Trasporti e città
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A7 TECNICHE DI MODERAZIONE DEL TRAFFICO
A7.1 NASCITA ED EVOLUZIONE DELLA MODERAZIONE DEL TRAFFICO
A7.2 ELEMENTI PER L’APPLICAZIONE DELLA MODERAZIONE DEL
TRAFFICO IN ITALIA
A7.3 DIMENSIONAMENTO DI ALCUNI ELEMENTI DI MODERAZIONE DEL
TRAFFICO
A7.4 DIFFICOLTÀ NELLA DIFFUSIONE DELLE TECNICHE DI MODERAZIONE
DEL TRAFFICO
A7.1 NASCITA ED EVOLUZIONE DELLA MODERAZIONE DEL TRAFFICO
Com’è noto, per moderazione del traffi co o Traffi c calming (TC) si intende la
combinazione di misure, di tipo prevalentemente fi sico, fi nalizzate alla riduzione de-
gli effetti negativi dell’uso del veicolo a motore nelle aree urbane, alla modifi ca del
comportamento del conducente e al miglioramento delle condizioni degli utenti del-
la strada non motorizzati (45).
Obiettivo immediato della moderazione del traffi co è dunque quello di ridurre
la velocità dei veicoli ad un livello accettabile ("accettabile" per la classe funziona-
le della strada e per la natura delle funzioni che trovano collocazione ai bordi della
strada stessa).
Tuttavia, la riduzione della velocità e del volume di traffi co sono solo mezzi
per raggiungere lo scopo di aumentare la sicurezza e la qualità degli spazi pubblici
all’aperto.
Pertanto, gli obiettivi che si pongono i progetti di moderazione del traffi co so-
no molteplici (Tiboni, 2010):
• ridurre la differenza tra le velocità dei veicoli motorizzati e quella dei pedoni e ci-
clisti;
• ridurre il dominio dell’automobile sulle strade, recuperando spazio per la sociali-
tà;
• ridurre il traffi co di attraversamento e l’effetto barriera dei fl ussi motorizzati rispet-
to al movimento pedonale e ciclistico;
• ridurre il rumore, le vibrazioni e l’inquinamento atmosferico;
• ridurre la gravità e il numero degli incidenti stradali nelle aree urbane;
• garantire un ambiente più sicuro per i pedoni (soprattutto per i bambini e gli an-
ziani);
• favorire le attività economiche locali creando un ambiente di maggior qualità e
quindi più attraente.
Per comprendere le ragioni che, dalla fi ne degli anni ‘60, portarono i Paesi indu-
strializzati a mettere in atto tecniche per moderare il traffi co, è necessario fare riferimento
all’evoluzione del tasso di motorizzazione, che a partire dal secondo dopoguerra ha
mostrato in Europa un trend sempre crescente. In questo contesto, l’Italia alla fi ne del
‘900 raggiunse il maggior numero di autovetture per abitante al mondo.
La dipendenza dall’automobile è un’inevitabile conseguenza dei processi di
pianifi cazione dei trasporti, che a partire dagli anni ’50 si caratterizzarono per esse-
(45) Defi nizione data dalla sottocommissione dell’ITE (Institute of Transportation Engineers) di Wa-
shington. Cfr. Ewing R. (1999) Traffi c calming - State of the practice. ITE, Washington.
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