Page 9 - Ricostruzione incidenti stradali
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A CONCETTI
In questa sezione si intende esporre i concetti basilari che sovrintendono all’at-
tività di analisi di un incidente stradale per ricostruirne il decorso, dalle fasi in cui si
sono generate le premesse di pericolosità, a quelle in cui si sono realizzati o sono
stati indotti i comportamenti, a quelle dell’incidente vero e proprio.
Vi è una logica che deve essere sempre presente in tutte le fasi dell’analisi ma
che è particolarmente importante nell’approccio iniziale ed è a questa che sono in-
dirizzati la maggior parte dei concetti, ma anche dei criteri pratici, che si esporranno.
Si passerà, perciò, dallo scopo per cui si ricorre ad un’analisi ricostruttiva affi -
data ad uno specialista, alle modalità per perseguire quello scopo, al metodo che si
potrà adottare, tenendo ben presenti gli obblighi deontologici, oltre a quelli proce-
durali, per giungere alla verifi ca del nesso di causa tra i comportamenti ricostruiti e
l’incidente occorso.
A1 LOGICA DELL'ATTIVITÀ DI CONSULENZA RICOSTRUTTIVA DI UN
INCIDENTE STRADALE
Non ci si stancherà mai di aff ermare che la Consulenza tecnica fi nalizzata alla
ricostruzione di un incidente non è un esercizio scolastico.
Né ci si stancherà mai di aff ermare che parlare di ricostruzione della dinamica
di un incidente stradale è riduttivo e fuorviante.
Non solo non si dovrebbe far riferimento alla sola dinamica, bensì, eventual-
mente, alla meccanica (intesa come cinematica, statica e dinamica), ma anche que-
sta defi nizione resterebbe comunque una limitazione preoccupante del compito del
consulente.
Una limitazione perché si tratterebbe ancora di un solo aspetto dell'analisi rico-
struttiva, quello matematico-fi sico.
Preoccupante perché denoterebbe un approccio secondo una logica sbagliata,
sicuramente diversa rispetto a quella della realtà processuale (1) e perché portereb-
be inevitabilmente a risposte parziali.
Ancor più la ricostruzione di un incidente non deve essere un'esibizione di sape-
re, perché sussisterebbe il rischio di risposte ridondanti ma insuffi cienti. Si potrebbe
pensare che "ridondanti" e "insuffi cienti" siano termini apparentemente in contrad-
dizione tra loro, ma così non è.
Infatti, le risposte potrebbero essere ridondanti in quanto perfi no eccessive rispet-
to all'analisi sotto il profi lo della meccanica, ovvero della fi sica, magari capaci di mo-
strare una conoscenza enciclopedica in quel settore della scienza, ma insuffi cienti a
dare risposte oggettive concrete a ciò che da quella consulenza ci si attendeva.
In fondo, eccedere, cioè fornire qualcosa, o anche molto, più del necessario non
può mai essere sbagliato e tanto meno interpretato negativamente.
Non inventiamo oggi il detto "melius est abundare quam defi cere", ma è un det-
to che non è applicabile all'analisi ricostruttiva, al punto che l'abbondanza di notizie
potrebbe risultare addirittura deleteria.
Uno degli aspetti fondamentali di cui l'analista ricostruttore deve farsi carico, in-
fatti, è la consapevolezza che la sua consulenza è rivolta a professionalità del tutto
diff erenti dalla sua e spesso estranee agli aspetti scientifi ci che guidano le sue
considerazioni e conclusioni.
(1) Non deve neppure apparire improprio il riferimento alla realtà processuale perché non si può di-
menticare che, anche prima che si instauri un processo, la ricostruzione deve seguire la logica pro-
cessuale, visto che quello ne sarebbe lo sviluppo e la destinazione ultima.
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